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Come recuperare crediti e pagamenti se una azienda chiude

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Come recuperare crediti e pagamenti se una azienda chiude

Azioni, recupero crediti e pignoramenti

Per poter effettuare un recupero crediti e pagamenti nel caso in cui l’azienda chiude e viene cancellata dal registro delle imprese, serve agire contro la società stessa oppure contro i soci e l’amministratore a seconda del tipo di costituzione della azienda con recupero crediti o pignoramenti.

Nel momento in cui una azienda chiude e viene cancellata dal registro delle imprese non esiste più e dunque, chi presenta un credito oppure nei casi di pagamenti ancora dovuti, si può scegliere di agire contro di essa.

Affinché il recupero possa andare a buon fine serve seguire passo a passo diverse procedure. Se l’azienda chiude i battenti e ha crediti o pagamenti, molto difficilmente decide di procedere al loro saldo per spontanea volontà.

Dunque, la prima cosa da effettuare è l’invio di una lettera di diffida alla società stessa tramite PEC, Posta Elettronica Certificata, in cui sono riportati i motivi del credito che l’azienda vanta e il relativo importo. Il tempo concesso all’azienda per effettuare il pagamento è di 5 giorni.

Nel caso in cui l’azienda non volesse rispondere alla tua diffida, puoi presentare tramite il tuo legare o la tua società di recupero del credito, un decreto ingiuntivo in tribunale dando l’avvio all’azione legale.

Questo è un passo che però si deve scegliere di effettuare soltanto nel caso in cui si è nella condizione di avere una prova scritta del credito e del pagamento che l’azienda deve saldare. Ad esempio, se si possiede un contratto firmato con essa.

Nel caso questo non fosse possibile, la modalità per ottenere il pagamento dovuto da un’azienda chiusa è quello di procedere al solito procedimento di recupero crediti.
Nel caso in cui entrambi in modi dovessero fallire nel loro intento, si procede con il pignoramento.

In primo luogo, viene notificato l’atto di precetto in cui si offrono dieci giorni di tempo alla azienda per pagare l’importo dovuto, dopodiché si chiede al presidente del tribunale di firmare l’autorizzazione alla consultazione dell’Anagrafe Tributaria, un archivio dell’Agenzia delle Entrate che permette di sapere se la azienda in questione ha dei conti corrente o altri redditi.

Oppure, si può richiedere una visura immobiliare all’Agenzia delle Entrate per sapere se la società ha immobili intestati che si possono pignorare.

Oppure ancora più semplice e soprattutto veloce, si può incaricare una società specializzata in Indagini patrimoniali, come RintraccioFacile.it, di fornirti tutti i dettagli sui patrimoni in capo al debitore.

Se il pignoramento dovesse risultare inutile, potrà domandare il fallimento ma solo nei casi di crediti non inferiori ai 30mila euro e l’azienda deve presentare delle determinate condizioni:

  • aver realizzato nei tre esercizi precedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento ricavi lordi per un importo totale annuo che non superi la soglia di 200 mila euro;
  • aver avuto nei tre esercizi precedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore a 300mila euro;
  • avere debiti non scaduti di importo entro i 500mila euro.

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