4 Film su Economia e Finanza

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Dal 16 al 27 Ottobre la capitale sarà sotto i riflettori con i protagonisti del cinema

[vc_images_carousel images="312754,312755,312756,312795" img_size="large"]Dal 16 al 27 settembre Roma sarà sotto i riflettori con la 19° edizione della Festa del Cinema: il red carpet come di consueto sarà all'Auditorium Parco della Musica ma molte altre sono le iniziative sparse per tutta la città e vale davvero la pena di dare un'occhiata al vasto programma. Attori e interpreti di fama internazionale richiameranno l'attenzione mediatica su tutta la città eterna; tra i nomi più attesi Francis Ford Coppola, Viggo Mortensen, Jhonny Depp e il romano Carlo Verdone. Allora vi proponiamo 3 pellicole che hanno saputo raccontare con grande intelligenza vicende economiche e finanziare con grande intelligenza.[vc_hoverbox image="312773" primary_title="Wall street" primary_title_font_container="color:%23ffffff" primary_title_use_theme_fonts="yes" hover_title="Il denaro non dorme mai" use_custom_fonts_primary_title="true"]Potere e determinazione sono due qualità fondamentali per sopravvivere a Wall Street: nell'eterna lotta tra rinnovamento e conservazione il denaro gioca un ruolo fondamentale ma c'è dell'altro[/vc_hoverbox]La regia di Oliver Stone è da sempre un ottimo indizio e pur correndo l'insolito rischio di fare un sequel il risultato resta comunque molto gradevole. Gordon Gekko (Micheal Douglas) è tornato a Wall Street dopo 20 anni e soprattutto dopo aver scontato la sua pena in carcere per i suoi illeciti finanziari. Vent’anni dopo molto è cambiato e non in meglio. Ovviamente l'economia globale ha vissuto cambiamenti radicali eppure alcune dinamiche sembrano essere rimaste immutate. Il protagonista non prova più a giustificare quell’economia perversa che l'aveva reso celebre e sciagurato ma la spiega, l’analizza, la smonta davanti ad un pubblico che pur chiamato a interrogarsi sembra impotente e annichilito da questi processi. Il carisma di Michael Douglas arriva dritto e potente agli spettatori anche grazie allo strepitoso doppiaggio di Giancarlo Giannini e il protagonista Gekko trasmette in maniera nitida quelle caratteristiche che tratteggiano impietosamente la figura dei broker avidi e arrivisti. Fa da contraltare la figura quasi impaurita di Jacob (Shia LaBeouf) che muove i suoi primi passi in un mondo da cui è affascinato ma che dovrà conoscere in maniera più approfondita. Eppure è proprio in questo giovane che Gekko ripone la sua fiducia: sta allo spettatore intuire se per un romantico tentativo di redimere i suoi errori o se per affondare in maniera più radicale quello stile spregiudicato che ancora non si placa. Di sicuro con lo Storico Attività Lavorativa il giovane Jacob si sarebbe fatto un'idea ben diversa dell'esperto Gekko.[vc_hoverbox image="312778" primary_title="Il gioiellino" primary_title_font_container="color:%23ffffff" primary_title_use_theme_fonts="yes" hover_title="Il crack della Parmalat" use_custom_fonts_primary_title="true"]Una macchina da soldi e una gestione amministrativa quasi perfetta. Sotto il noioso tappeto della normalità si nasconde una deleteria gestione dei bilanci fino all'inesorabile resa dei conti[/vc_hoverbox]Il film ripercorre con minuziosa attenzione ai particolari e una fredda introspezione dei protagonisti la scellerata gestione economica-finanziaria del Gruppo Leda (nome di fantasia ma chiaramente riferito a Parmalat) in modo talmente chiaro e preciso da tracimare quasi nel genere «documentaristico». Servillo si conferma attore di grandi capacità espressive ma anche Remo Girone offre un'interpretazione superlativa assecondando a pieno lo stile lento, quasi sussurrato del regista Molaioli. La Leda è una potenza agro-alimentari con sedi sparse nei cinque continenti, quotata in Borsa, e in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori. Insomma un vero e proprio gioiellino a cui dobbiamo il titolo alla pellicola. Il suo fondatore ha però una gestione da padre padrone dell'azienda e assegna ruoli chiave del direttivo basandosi principalmente sul nepotismo. L'epilogo oltre ad essere tristemente noto è inevitabile per una nave che ben presto affonderà sotto i colpi delle sfide di un mercato incerto e burrascoso. Non basterà falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggio ai politici, accollare il rischio sui risparmiatori attraverso operazioni di finanza creativa sempre più ardite. La voragine creata inghiottirà le persone ai vertici, i semplici operai e anche gli investitori. Ma a questo punto sarebbe inutile piangere...sul latte versato: ci sentiamo di suggerirvi un'indagine patrimoniale aziendale per avere ben chiaro il quadro della situazione e gestire al meglio le vostre risorse.[vc_hoverbox image="312779" primary_title="The founder" primary_title_font_container="color:%23ffffff" primary_title_use_theme_fonts="yes" hover_title="Quando la fame di conquista fa la differenza" use_custom_fonts_primary_title="true"]L'impero economico di uno dei più famosi Fast Food nasce con diverse intuizioni commerciali ma la gestione di questo patrimonio passa attraverso scelte manageriali che possono lasciare l'amaro in bocca.[/vc_hoverbox]Il film ripercorre con minuziosa attenzione ai particolari e una fredda introspezione dei protagonisti la scellerata gestione economica-finanziaria del Gruppo Leda (nome di fantasia ma chiaramente riferito a Parmalat) in modo talmente chiaro e preciso da tracimare quasi nel genere «documentaristico». Servillo si conferma attore di grandi capacità espressive ma anche Remo Girone offre un'interpretazione superlativa assecondando a pieno lo stile lento, quasi sussurrato del regista Molaioli. La Leda è una potenza agro-alimentari con sedi sparse nei cinque continenti, quotata in Borsa, e in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori. Insomma un vero e proprio gioiellino a cui dobbiamo il titolo alla pellicola. Il suo fondatore ha però una gestione da padre padrone dell'azienda e assegna ruoli chiave del direttivo basandosi principalmente sul nepotismo. L'epilogo oltre ad essere tristemente noto è inevitabile per una nave che ben presto affonderà sotto i colpi delle sfide di un mercato incerto e burrascoso. Non basterà falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggio ai politici, accollare il rischio sui risparmiatori attraverso operazioni di finanza creativa sempre più ardite. La voragine creata inghiottirà le persone ai vertici, i semplici operai e anche gli investitori. Ma a questo punto sarebbe inutile piangere...sul latte versato: ci sentiamo di suggerirvi un'indagine patrimoniale aziendale per avere ben chiaro il quadro della situazione e gestire al meglio le vostre risorse.
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